Impazza ormai da qualche anno la mania (l’amore? La moda?) per il podcast. 

Figlio dell’intraprendenza americana (pod, sta per ipod), dona nuova vita ai file audio. 

Racconti brevi, narrati da voci più o meno famose, stralci di lezioni, di programmi tv, classifiche musicali. Una commistione tra la programmazione radiofonica e le fiabe sonore che ancora crea, nell’utente finale, qualche difficoltà nella definizione. Certa vi è solo una cosa: nell’era di internet, del less is more, della mancanza di tempo, di voglia e di attenzione, il podcast è la risposta. 

Intrattenimento e (in)formazione: queste le principali motivazioni di chi ascolta podcast. A livello audio, abbiamo a disposizione quanto realizzato già dalle televisioni private o dalle piatteforme di streaming, con la possibilità di programmare, scegliere, personalizzare, rivedere o stoppare il nostro programma preferito o i nostri contenuti di approfondimento. 

Non c’è più il piacere dell’attesa (nostalgici, quanto lunga era una settimana, prima della nuova puntata della nostra serie tv preferita?), ma abbiamo il piacere dell’hic et nunc. Qui e ora. 

“Guarda, mamma, senza mani!”

Ecco risolto il mistero. Grazie a un semplice smartphone dotato di cuffie, possiamo ascoltare di tutto, anche se stiamo portando la spesa, scrivendo un saggio, partecipando ad una riunione, giocando a squash. 

Possiamo riempire gli spazi brevi, una corsa in metropolitana, una pausa caffè, un pisolino (per chi crede ancora che ascoltare durante il sonno agevoli l’apprendimento).

Ovunque siamo, basta una connessione, o l’aver scaricato il podcast in precedenza e non ci sono scuse: 

di spazio, 

di peso, 

di disponibilità. 

Ebbene, dove si ascoltano i podcast? 

Diverse sono le app e le piattaforme mobili che ne permettono la fruizione. Tra queste, si profila Spotify, che nel 2019 ha investito circa 500 milioni di dollari acquisendo società collegate ai podcast. Una strategia lungimirante, dato il rapido diffondersi della concorrenza.  Amazon, Itunes, le app PODCAST, siti web insomma, di luoghi virtuali siamo pieni. E di contenuti? 

Come già accennato, c’è ancora un po’ di confusione su cosa sia il podcast “puro”, molti sono estensioni di radio, addirittura c’è chi riversa gli audio di un video su piattaforma. O chi si improvvisa podcaster (si pensi agli influencer) e, pioniere di questa nuova modalità di comunicazione, parla a un pubblico di qualunque cosa gli passi per la testa, o secondo un filone specifico, ottenendo successo grazie soprattutto al fatto di avere già dei follower, e non per le caratteristiche intrinseche del podcast. C’è poi chi preferisce creare e divulgare podcast di puro contenuto, aggiornando continuamente il fruitore su una specifica tematica e chi, invece, riversa un intero libro su audio. 

Stilare una lista di cosa ascoltare è pressoché impossibile. La soggettività la fa da padrona. È però certo che vi sono dei podcast più seguiti di altri, o che meritano la menzione per originalità e completezza. 

Su Spotify troviamo una utilissima divisione per categoria, che permette al neofita di avvicinarsi a questo magico mondo sulla base dei propri interessi: Storie, Crimini, notizie e politica, commedia, musica, business e tecnologia, l’immancabile lifstyle e salute e molti altri. 

C’è persino la sezione “podcast migliori”, bussola per i meno temerari. 

Noi vi raccontiamo i nostri 5 preferiti, che nessuno ce ne voglia! 

1) Veleno.

È letteralmente il “caso zero” del podcast italiano.  È – come afferma lo stesso Pablo Trincia in una intervista rilasciata a Podcastory- un prodotto americano perché è figlio dello studio di prodotti americani. Nello specifico, Pablo si ispira a Serial che racconta episodi di cronaca, anche casi non risolti.

In sette puntate racconta un fatto di cronaca agghiacciante e messo ben presto a tacere.

 

 

 

2) Stories di successo. 

La serie de Il Sole 24 Ore è stata inserita da Apple tra i migliori podcast del 2019. Racconta, come il titolo lascia intendere, le storie di chi ha avuto un’intuizione ed è riuscito a farne un business. C’è la storia di Veronica Benini (alias Spora), la consulente di marketing al femminile che aiuta le donne a fare impresa; quella di Davide Dattoli, il giovane bresciano che ha creato Talent Garden; e quella di Salvatore Aranzulla, che con le sue guide all’informatica ha creato un sito tra i più visitati d’Italia.

 

 

3) Settimana Grezza.

Con tono beffardo e canzonatorio, riassume ogni settimana le notizie più rilevanti di attualità e politica. Il payoff già la racconta tutta: tutte le notizie necessarie per poter litigare con i tuoi parenti durante il cenone della Vigilia di Natale. What else? 

 

 

 

 

4) Ad alta voce.

È la più grande biblioteca di audiolibri italiana. Sulle frequenze di Radio3, dal lunedì al venerdì alle 17.00, è possibile ascoltare i Promessi sposi, Frankestein, Pinocchio. A dar voce alle pagine delle letterature del mondo sono le migliori attrici ed attori italiani. 

 

 

 

 

 

5) Il disinformatico.

È il Ghostbuster delle bufale della rete, delle truffe e virus nell’infosfera.  Ideato e condotto da Paolo Attivissimo 

–  giornalistascrittoreconduttore radiofonico, dissipa i dubbi che attanagliano il navigatore medio (Aggiornamento windows 7, il computer non funzionerà più?  Veramente vengono rubati gli account whatsapp e ci sono contromisure ?). Ogni podcast affronta almeno un paio di questioni spinose, ma il format rimane snello ed agile.  

 

 

6)… come 6? Perché tra i nostri 5 preferiti, poi ci siamo noi, quelli di Podcastory, la prima casa editrice di podcast che produce racconti inediti e audio-serie che nascono dalla tastiera di talenti nascosti e  vengono doppiati da alcune delle voci più amate del cinema e della radio: Luca Ward, Christian Iansante, Mariolina Simone, Matteo Campese, Fabiana Sera, Giuppy Izzo

Non ci resta che augurarvi 

Buon Ascolto! 

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